2 giugno 2012

Fili

La seconda metà di maggio è scivolata via come i fili di un maglione tirati dalle unghie del gatto.
Confusionaria, ricca, trepidante, calda, soffocante.
Terremotata.
Sono rispuntati amici e amiche seppelliti da un tempo poco clemente e quando ci parli ti sembra proprio il momento perfetto per riannodare i lacci perduti. C'è gente che vale la pena recuperare nella propria vita.
Come Serena, che lavora su se stessa abbinando il buddismo alla sana causticità.
Come Ilaria, che ama i gatti e il rugby e mi abbraccia con un trasporto che non pensavo di ispirare nelle persone.

Il terremoto rimaneggia in venti secondi la scala delle priorità.
Che le prime cose che pensi, tutte contemporaneamente, sono "passerà" "dov'è il gatto" "se mi succede qualcosa all'AM chi lo dice".
Il terremoto spezza le certezze, annoda la pancia, accelera il cuore e il respiro. Dura pensare di respirare di pancia e rilassarsi. Sei lì e aspetti che finisca, immobile sotto il muro portante, Holden in braccio con le orecchie dritte e gli occhi spalancati. Einstein con la relatività ci aveva visto giusto: nell'applicazione pratica, in quei dieci secondi di scossa hai tempo di vedere i pali della ferrovia tremare e contare i tuoi "sta passando" che ritmano le oscillazioni del lampadario.
L'infinito che si concentra e si dilata.
L'urgenza di usare tutti i canali di comunicazione per sentire gli amici, rassicurarsi a vicenda, spendere parole di paura e conforto e sapere che da qualche parte, mentre la vita riprende il suo corso di incontri-cene-aperitivi-lavori-progetti, non c'è più né qualcuno né qualcosa.
Lo sai e una parte del tuo cuore si oscura.

Ho cucinato poco e senza troppa inventiva in questi giorni.Temo che vi dovrete accontentare di un semplice plumcake gluten-free preparato, in via sperimentale, per ovviare all'emorragia di biscotti che colpisce frequentemente questa casa.

Plumcake alle Ciliegie (gluten-free)

200 gr di zucchero di canna Mascobado
4 uova
250 gr di farine così ripartiti:
   -150 gr di farina di mais fioretto
   -100 gr scarsi di farina di riso
   -1 cucchiaio di fecola di patate
mezzo bicchiere (circa 100 ml) di latte di riso 
1 bustina di lievito
Una decina di ciliegie
Semi di papavero (facoltativi)

Separare i tuorli dagli albumi, che andranno riposti in frigorifero in attesa della montatura. Lavorare con una frusta lo zucchero con i tuorli d'uovo per una decina di minuti: devono essere spumosi. Fate intiepidire il latte di riso. Aggiungere le farine accuratamente setacciate e poi, dopo averci stemperato il lievito dentro, il latte. Montare gli albumi a neve ferma e unirli al composto. Aggiungere, se piacciono, i semi di papavero.
Mettere il composto in un impasto da plumcake e disporre le ciliegie in fila sulla superficie.Io non le ho denocciolate, è più divertente rischiarci un dente che perdere tempo a sfaldare il succo prezioso.
Cuocere a 180° per 45 minuti (fate sempre la prova dello stecchino).

(le rose sono state gentilmente offerte dal mio giardino)

In abbinamento, da due giorni in loop, perché le vere ragazze anni novanta l'hanno sempre amata: